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Il sistema toscano dei servizi sanitari e sociali integrati Vinicio Biagi La Toscana nel corso degli anni ha introdotto forti elementi d’innovazione nel sistema sanitario e sociale integrato, che costituiscono un modello stabile e in grado di adeguarsi a nuove domande, rinnovandosi continuamente. La riorganizzazione della rete ospedaliera, la costituzione delle aziende, la nascita delle Aree Vaste, delle Società della Salute e degli Estav sono esempi di significative acquisizioni che ne consentono, in ambiti diversi, il governo adeguandosi con flessibilità alle nuove sfide di sostenibilità economica e di qualità senza mettere in crisi la tenuta del sistema, i suoi valori, i suoi principi. La Toscana ha, dunque, compiuto scelte forti nella tutela della salute, per un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia, quali elementi essenziali di uno stesso disegno: la promozione della salute dei cittadini. Oggi è possibile pensare alle nuove sfide ed ai nuovi bisogni programmando di investire in salute come elemento propulsivo dello stesso sviluppo. Il sistema ha già compiuto quel passaggio dalla competizione alla cooperazione tra Aziende e istituzioni locali, per il quale oggi la condivisione e l’assunzione collettiva di responsabilità costituiscono il presupposto, su cui declinare nuove azioni. Si è efficacemente contrastata una prospettiva di consumismo e gli eccessi delle logiche di mercato che in sanità inducono inappropriatezza, frammentazione del percorso assistenziale, separatezza dagli altri settori e spesa inutile. Questo modello è oggi patrimonio degli operatori, dei cittadini, e delle istituzioni. La sanità volano dello sviluppo economico La sanità contribuisce consistentemente alla generazione dei redditi dell’economia toscana e rappresenta un elemento di stabilità del reddito complessivo regionale. Se non esistessero i servizi sanitari e le attività collegate, il PIL regionale risulterebbe inferiore del 7,5%, gli occupati l’8%. In sanità ogni 100 euro di spesa pubblica creano una produzione di oltre 120 euro, creando, attraverso l’acquisto di servizi, reddito locale. Il mantenimento della sanità efficiente e produttiva è la base per favorire politiche che promuovano gli investimenti da parte dell’industria del settore sanitario, grazie anche agli ottimi livelli raggiunti nel campo della ricerca biomedica. La partecipazione nel processo di programmazione del livello di Area Vasta La concertazione interaziendale di Area Vasta come dimensione ottimale sia della programmazione sia dell’integrazione dell’offerta intende rafforzare la programmazione mirando ad una maggiore cogenza e rilevanza del coordinamento di Area Vasta: a) la concertazione come strumento e metodo, così da consentire la valutazione economica integrata dei risultati aziendali e del connesso impiego di risorse; b) le scelte aziendali di sviluppo organizzativo, di innovazione che implicano elevati investimenti e di avvio di nuove attività; c) la funzione di coordinamento tecnico professionale, al fine di sviluppare una vera e propria funzione di “Governo Clinico”; d) le funzioni di coordinamento degli enti locali; f) le funzioni territoriali e della prevenzione. Assume un peso determinante la partecipazione consapevole al processo di programmazione sanitaria di una pluralità di soggetti istituzionali, professionali e sociali, impegnati ognuno in relazione alle proprie competenze e responsabilità: • l’Area Vasta - ambito territoriale per dare risposte appropriate alla complessità, ai bisogni di alta specializzazione; • l’ ESTAV - strumento di supporto logistico–amministrativo di servizi per la rete delle aziende; • le Società della Salute (SdS) - soggetti di integrazione e governo dei servizi socio–sanitari, con cui l’appropriatezza trova una piena realizzazione nel territorio, attraverso l’uso integrato delle risorse che producono nuove opportunità derivanti dall’intersettorialità dei percorsi e dalla prossimità delle risposte.
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