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Scritto da Margherita Mellini
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Martedì 02 Giugno 2009 14:38 |
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Firenze è una città famosa in tutto il mondo, ma spesso i giovani non ne conoscono la storia e le straordinarietà, come è possibile restituire la città a chi la abita, al di là dei turisti? - Luca
E’ fondamentale che le giovani generazioni conoscano la storia e le tradizioni del proprio territorio, non solo per una crescita del sapere ma anche per lo sviluppo della propria identità. Per sapere dove si va è importante sapere da dove si viene. Per questo vogliamo realizzare una serie di strumenti che promuovano i beni culturali disponibili sul territorio. Li renderemo accessibili sia da un punto di vista “economico”, con la “Card cultura metropolitana giovani” che prevederà tariffe agevolate, che informatico: creeremo un centro di digitalizzazione unificato di documenti, archivi e biblioteche, che pubblicherà online tutto il materiale. Infine, per rendere davvero i giovani protagonisti, un centro di formazione e autoformazione culturale provinciale sosterrà la produzione artistica e culturale contemporanea, dando la libertà di creare i propri percorsi personali, mettendo a disposizione luoghi dove “fare arte”. Per garantire alla nostra città un moderno rinascimento, che in un imprescindibile dialogo con il passato sia capace di parlare al futuro. |
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Scritto da Margherita Mellini
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Martedì 02 Giugno 2009 14:35 |
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Barducci, nel suo programma lei parla di politiche ambientali, di Provincia verde, di rispetto della natura. Queste affermazioni non contraddicono i tre progetti di termovalorizzazione che porterete a termine nel breve periodo? - Enrico G. In tutta sincerità vorrei che fossero i detrattori della termovalorizzazione a spiegare come si può conciliare l'idea di un territorio pulito senza una soluzione di smaltimento dei rifiuti. E' chiaro che le nostre iniziative saranno mirate innanzitutto a ridurre la produzione dei rifiuti e ad incentivare la raccolta differenziata, che in a Firenze e provincia si attesta già su percentuali apprezzabili. Ma se vogliamo evitare di trovarci tra qualche anno in una situazione come quella che recentemente ha attanagliata la Campania non possiamo non prevedere impianti di combustione. Sarebbe irresponsabile attendere l'emergenza vera e propria per prendere questi provvedimenti. Un amministratore deve conoscere i dati e saper progettare gli interventi necessari al bene collettivo, ed è precisamente quello che la Provincia ha fatto e continuerà a fare, se io sarò eletto. Accanto a questo, voglio ribadire che il mio punto di vista, e quello della coalizione che sostiene la mia candidatura, è focalizzato sugli obiettivi dell'ECOSOSTENIBILITA'. Questo per dire che il nostro programma ambientale non si esaurisce di certo con i termovalorizzatori, ma prevede un forte investimento sull'energia dalle fonti rinnovabili, che in molte parti d'Italia e d'Europa sono temi non più solo ambientali ma anche economici. La GREEN ECONOMY rappresenta infatti uno degli orizzonti che vogliamo esplorare e implementare rispetto all'esistente: porterà benessere e rispetto per la natura, creerà profitto, darà lavoro e ci permetterà di allinearci con le esperienze più avanzate nel panorama dell'Unione Europea. |
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Quali azioni vuole sviluppare per sostenere i cittadini nell'utilizzo delle energie rinnovabili? - CS |
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L’uso delle energie rinnovabili rappresenta l’unica soluzione per risparmiare le risorse naturali e migliorare la qualità della vita delle persone, specie di chi verrà dopo di noi. Non solo vale la pena, ma diventa quindi un dovere agire in maniera decisa in questo senso. Mi impegnerò quindi perché tutto i passaggi previsti dal Piano energetico e ambientale della Provincia (PEAP) siano attuati per arrivare a una produzione energetica al 50% da rinnovabili. Per questo però serve l’impegno anche dei cittadini: noi cercheremo di dare il buon esempio con la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici di competenza della Provincia, strutture scolastiche comprese. Per quanto riguarda le imprese, credo che la green economy possa rappresentare un importante via d’uscita anche per la crisi economica attuale: dobbiamo investire nella formazione di nuove figure professionali e nella ricerca di tecnologie avanzate capaci di garantire in maniera sempre crescente il fabbisogno energetico delle nostre città e dell’industria. |
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Qual è la sua idea di provincia dal punto di vista politico-istituzionale? - Chiara C. |
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Da tempo penso che la migliore soluzione per ridurre i costi e potenziare i servizi, in un’area metropolitana come la nostra, sia la costituzione di una super-provincia tra le tre di Firenze, Prato e Pistoia. Si tratta di territorio dove la zona urbana si sviluppa in continuità, e talvolta i confini sembrano soltanto disegnati a tavolino. Mettendoci insieme potremmo garantire maggiore efficienza con un notevole risparmio di risorse. Questo ente potrebbe avere poche ma precise competenze e su queste intervenire con maggior forza e un maggior numero di strumenti a disposizione. Sull’argomento ho già sentito i colleghi delle Province di Prato e Pistoia e si sono detti entrambi disponibili a ragionarne nel corso del mandato. Spero sinceramente di essere l’ultimo presidente della Provincia di Firenze intesa nel senso attuale del termine.
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Può e vuole agire per ridurre il traffico privato e aumentare i mezzi pubblici? - Marco |
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Lo sviluppo dei mezzi pubblici è uno dei punti principali del mio programma. Il miglior incentivo per i cittadini è dato però dall’effettiva efficacia del servizio offerto, che deve funzionare e comodamente, per raggiungere facilmente ospedali, scuole e università, e luoghi di lavoro. Solo così si crea una reale alternativa al traffico privato. E per questo la tramvia è importante insieme alle linee Ataf, che possono cambiare in parte il loro compito, diventando la cerniera tra le maglie della rete. Integrazione è la parola d’ordine: del sistema ferro-gomma, delle linee urbane ed extraurbane, dei diversi territori, ma anche delle tariffe, con un biglietto unico, e dei servizi alternativi come l’ “on demand” o il car sharing. |
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Cosa fa la provincia per formazione post-universitaria e inserimento nel mondo del lavoro? - Claudia |
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Quello della formazione e dell’orientamento professionale è proprio uno dei maggiori ambiti di intervento della Provincia. Vorrei che fosse possibile, in un momento di grave crisi come quello attuale, dare ulteriore impulso a questo ruolo, per connettere davvero il mondo delle imprese con quello della ricerca e della formazione. Una risposta in questo senso la può dare lo Sportello Novolab, istituito presso il polo universitario di Novoli, che vogliamo assolutamente potenziare, così come il sistema dei voucher formativi o la rete di servizi dei 20 Centri per l'impiego Provinciali, che devono diventare oltre che luoghi per l’educazione permanente anche luoghi di studio e approfondimento delle criticità con l’Osservatorio provinciale del lavoro. Dobbiamo trovare il modo di aiutare concretamente chi perde il lavoro a riqualificarsi e re-immettersi nel mercato rapidamente. Le risorse per fare tutto ciò saranno da ricercare nel Fondo Sociale Europeo, perché l’Europa è particolarmente disponibile e attenta su questi temi. |
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